Marzo 30, 2026 morenomaugliani

Note di percorso – Settimana 13: Diventa ciò che sei

scrivania di uno studioso con libri, quaderni, penne, occhiali, tablet e caffè

Il poeta greco Pindaro ci ha lasciato un imperativo senza tempo: Γένοιο οἷος εἷDiventa ciò che sei. Nella nostra società della prestazione, questo è stato distorto in: “Diventa tutto ciò che vuoi”. Sembra libertà, ma secondo il filosofo Byung-Chul Han è la radice del nostro malessere collettivo. Il lamento depressivo “nulla è possibile” può nascere solo in un mondo che grida che “nulla è impossibile”.

Questa settimana ho cercato quel confine: tra l’abbondanza di informazioni e la profondità della comprensione reale.

L’architettura della mente: Dopamina e Stress

Grazie al mio nuovo Digital Garden (Logos), ho scavato nei meccanismi del cervello. Spesso pensiamo alla dopamina come alla molecola del piacere, ma è in realtà la molecola dell’anticipazione. In un mondo saturo di stimoli digitali, soffriamo del “Paradosso dell’Abbondanza”: riceviamo continui shot di dopamina che rendono i nostri recettori meno sensibili. Il risultato è una mancanza cronica di soddisfazione.

Ho anche approfondito come lo stress ci renda letteralmente “meno intelligenti”. Le ricerche di Amy Arnsten mostrano che, sotto stress, l’ipotalamo prende il sopravvento e disattiva temporaneamente la corteccia prefrontale (il nostro centro razionale). Torniamo a essere dominati dagli impulsi: ansia o ricerca di distrazioni veloci.

“Mixed Classroom” e culture di contesto

Nel mio corso NT2 ho scoperto il modello della Mixed Classroom. Non è solo una classe “mista”, ma una strategia attiva per imparare dalle diversità.

Questo si lega alla differenza tra culture ad alto contesto (comunicazione indiretta, come quella italiana, dove molto è lasciato all’intuizione e alla relazione) e culture a basso contesto (comunicazione diretta, come quella olandese). In Olanda, il messaggio è nelle parole; in Italia, è tra le righe. Capire questo è essenziale non solo per la lingua, ma per capire l’essere umano dietro la lingua.

Vivere le esperienze, non collezionarle

Una riflessione di Oliver Burkeman mi ha colpito molto: spesso approcciamo la vita come una collezione di “timbri” da mettere sotto la cintura. Heidegger chiamava questo trasformare la vita in Bestand (una riserva o un fondo). Non viviamo più l’esperienza, la “stocchiamo” per un uso futuro o per la nostra immagine.

Ma come scriveva Joseph Ratzinger: la verità è l’essere (ens), non solo il fare (faciendum). La sfida è smettere di “fabbricare” la propria vita e iniziare finalmente ad abitarla.


I 3 Highlights della settimana

  1. La strategia delle Sinapsi: L’intelligenza non sta nel numero di neuroni, ma nelle connessioni. Ogni link nel mio Obsidian è una sinapsi digitale che rafforza il mio pensiero.

  2. L’approccio ormetico: Per ripristinare l’equilibrio della dopamina, dobbiamo esporci a piccoli stress sani o alla noia consapevole. Questo fortifica la nostra corteccia prefrontale.

  3. Presenza sopra Produzione: Un’esperienza esiste per essere vissuta, non per essere aggiunta a una collezione. Il concetto di Sabato di Heschel resta la mia bussola.


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