Gennaio 23, 2026 morenomaugliani

Il piacere di capire. come l’Insight scolpisce la nostra memoria

un cervello che ha un'intuizione

Esistono due modi per risolvere un problema: il primo è quello iterativo, in cui seguiamo formule matematiche o passaggi logici lineari. Il secondo, invece, avviene tramite l’insight.

L’insight è l’intuizione istantanea, l’“eureka” di Archimede, quell’illuminazione che arriva all’improvviso, magari sotto la doccia. Durante i miei studi, mi è sembrato subito chiaro come questo fenomeno possa essere collegato al Default Mode Network, quella rete neurale che si attiva quando lasciamo vagare la mente.

L’esperimento: Decodificare l’invisibile

Il ricercatore Maxi Becker, presso l’Humboldt University di Berlino, ha analizzato questo processo utilizzando la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI). Lo studio si è concentrato su come il cervello reagisce alle Mooney Images: immagini in bianco e nero ad alto contrasto dove il soggetto è inizialmente indistinguibile dallo sfondo.

Quando osserviamo queste immagini, attraversiamo diverse fasi:

1. Ricerca attiva: Il cervello cerca elementi per decodificare il caos visivo e ricondurlo a schemi noti (un processo simile al Fenomeno della Pareidolia).

2. Stallo: Questa fase può durare pochi secondi o diversi minuti.

3. Riconoscimento: Improvvisamente, il cervello “vede” la figura.

Questo momento è definito Representational Change (Cambio Rappresentazionale). L’immagine, prima priva di senso, sintonizza il cervello su un nuovo modo di interpretarla. Una volta riconosciuta, non è più possibile “non vederla”.

L’anatomia dell’Eureka: Tre aree in gioco

Dallo studio emerge che questo cambio di prospettiva è il risultato di una danza tra tre aree cerebrali:

VOTC (Corteccia occipitotemporale ventrale): L’area specializzata nel riconoscimento degli schemi visivi e delle forme.

Ippocampo: Funziona come un “rilevatore di discrepanze”. In un’ottica di Cervello Bayesiano (ne scriverò la prossima settimana), l’ippocampo si assicura che la realtà combaci con le nostre aspettative. Quando la previsione (“è un’immagine senza senso”) fallisce perché il VOTC trova uno schema, l’ippocampo si attiva prepotentemente.

Amigdala: Gestisce le emozioni. È la responsabile di quella scarica di piacere che accompagna l’insight.

sezione del cervello con amigdala, ippocampo e VOTC

Il “Superpotere”: L’Insight-memory advantage

La parte più affascinante di questa ricerca — e quella che più mi serve per il mio percorso di apprendimento — riguarda la memoria. Il processo si conclude così: con il “collante” fornito dall’amigdala (il piacere), il cervello salva l’insight nella memoria a lungo termine.

Questo fenomeno è noto come Insight-memory advantage.

Perché l’insight potenzia così tanto la memorizzazione?

1. Sforzo e Ricompensa: Il cervello premia la risoluzione di un enigma. La “fatica” cognitiva per decodificare l’immagine crea una tensione che viene rilasciata con l’insight.

2. Marcatura Emotiva: L’emozione positiva funge da segnale di importanza. Il cervello dice: “Se ci ho messo tanto a capirlo ed è stato così soddisfacente, allora deve essere un’informazione preziosa”.

In conclusione, questo studio suggerisce che per imparare in modo efficace non dobbiamo limitarci ad accumulare dati (processo iterativo), ma dobbiamo cercare attivamente quel “cambio rappresentazionale”. Spingersi oltre il primo momento di confusione è ciò che permette di fissare i concetti per sempre.

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