
È il 24 ottobre del 2026, il giorno prima del tuo secondo compleanno. Stamattina il sole ci ha messo un po’ più del solito a farsi vedere. La tempesta Austen è arrivata da sud-est, allungando le sue dita di vento e pioggia su tutto il Paese. Sono le sette e mezza e stiamo giocando insieme vicino alla cesta dei giocattoli sotto la finestra. Sposti gli animali di plastica nel recinto poi mi guardi. Come in un dialogo senza parole, qualcosa dentro di me si muove fino a spostare il baricentro. Ricambio il tuo sguardo sorridendo, mentre provo a seguire il treno dei miei pensieri.
Osservare le tempeste mi suscita da sempre un senso di sublime. Percepisco una dualità particolare: da una parte mi sento piccolo e insignificante davanti alla forza della Natura. Dall’altra però, sento che il mio pensiero può includere tutto l’universo. Percepisco con chiarezza il mio essere un orizzonte degli eventi, un confine mobile ma consapevole tra il finito e l’infinito.
Siamo su un pianeta che ruota intorno a una stella in mezzo a 400 miliardi di altre stelle in una galassia, tra 2 trilioni di galassie. Quale senso ci potrebbe mai essere in tutto questo? E se questo non ha senso, come potrebbe averlo la mia vita in questo ordine di grandezze?
Le galassie si muovono costantemente in una struttura gravitazionale chiamata Laniakea. Muovendosi e scontrandosi danno origine ai gas necessari alla creazione delle stelle. La vita e morte di queste stelle porta alla creazione del ferro, lo stesso che spostiamo nel nostro corpo con ogni battito del nostro cuore. Se non avessimo quell’unico atomo di ferro nell’emoglobina, indispensabile per legare l’ossigeno, non potremmo vivere. L’uomo non sarebbe mai esistito. Non sarebbe esistita la nona di Beethoven, i concerti di Brandeburgo di Bach. Il sonetto 61 di Petrarca. Gli hamburger. Gli unicorni. I miei antenati non sarebbero mai esistiti e quindi nemmeno io. Non avrei mai sentito il respiro di mia madre, le braccia forti di mio padre. Non avrei mai potuto guardare gli occhi di tua madre. E non avrei potuto conoscere te. Non avrei potuto guardare quei tuoi occhi e sentirmi vulnerabile e invincibile allo stesso tempo. Questo momento, in cui un tuo sguardo è in grado di evocare questa riflessione, non ci sarebbe mai stato.
E se invece il senso della vita fosse proprio questo: poterla pensare e meravigliarsene? Beh, in quel caso il tuo sguardo avrebbe un ruolo chiarissimo. Un promemoria continuo. Tutti parlano di cosa voglia dire amare i propri figli, ma nessuno parla di cosa voglia dire essere amati da loro. Come ti guardano quando vai via, o quando torni. Quando a sorpresa ti sdrai a terra per giocare con loro. Di come gli passi ogni dolore quando gli dai un bacetto. Di come si lascino andare al sonno tra le tue braccia.
È proprio così: non puoi comprendere il peso del mondo di qualcuno, fino a quando non sei tu a rappresentarlo.
Se l’uomo è la forma in cui l’universo comprende sé stesso, tu sei la forma in cui io comprendo me stesso. Certo, chissà che penserai un giorno di me. Di questo uomo che ti guarda inginocchiato e con gli occhi lucidi perso in questi pensieri. Eppure questa è una tra le cose più vere che abbia mai realizzato.
La pioggia continua a battere sulla finestra come se volesse entrare, invidiosa della nostra connessione. Mentre mi guardi col dito in bocca mi chiedo come e se dovrei mai spiegarti cosa sto pensando. Ma c’è un tempo per ogni cosa e questo per te è il tempo di scoprire, di giocare, di vivere la bellezza e la fantasia. Il mio invece è il tempo delle grandi domande. Quelle che alzano la voce proprio nei momenti di maggiore felicità.
Sono passati solo pochi secondi e il tuo interesse torna agli animaletti sul tavolino rotondo. Un timido raggio di sole si fa largo tra le nuvole, come una melodia d’oboe su un tappeto di archi. I miei pensieri si sciolgono e si depositano nel mio cuore. Non posso lasciarli lì. Devo condividerli, restituirteli. Per questo li scrivo. Intanto ti accarezzo, innamorato come non sapevo di poter essere, e ti dico che ti amo. Per ora, e per sempre, questo è tutto ciò che conta, ciò che devi sapere, ricordare e mai dimenticare. Ma almeno quando leggerai queste parole, potrai comprenderne meglio il significato.
Buon secondo compleanno amore mio!
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