Marzo 17, 2025 morenomaugliani

Ciò che Sai È il Risultato di Ciò che Hai Scelto di Ignorare

Se non scegli tu cosa sapere, qualcuno lo farà per te.

Photo by nikko macaspac on Unsplash

Perché quello che ignori è più importante di quello che sai

Non ho deciso da un giorno all’altro di adottare una dieta informativa. È stato un processo graduale, innescato dai sintomi: una costante sensazione di dover essere sempre aggiornato, un’ansia latente che mi spingeva a controllare continuamente nuove informazioni, la FOMO (ne ho parlato qui). Il risultato? Meno energia mentale, meno lucidità, meno capacità di essere presente nel momento. La mia attenzione era sempre frammentata, come se dovessi continuamente rincorrere qualcosa.

Ma la vera presa di coscienza è arrivata quando mi sono accorto che non riuscivo più a leggere testi lunghi con la stessa concentrazione di un tempo. Saltavo da un contenuto all’altro senza mai fermarmi davvero su nulla. Mi sembrava di nutrirmi di qualcosa, ma in realtà era come mangiare al fast food: tanto sapore immediato, ma zero sostanza. E dopo un’ora avevo di nuovo “fame”.

Più informazioni non significano più conoscenza

Per capire meglio cosa mi stava succedendo, ho iniziato a studiare il funzionamento del cervello. Ho scoperto che la corteccia prefrontale, la parte più evoluta e razionale del nostro cervello, è responsabile della concentrazione, del pensiero critico e della regolazione emotiva. Ma quando siamo esposti a troppi stimoli, entra in difficoltà: il sovraccarico informativo la manda in tilt, lasciando spazio alle parti più istintive del cervello, quelle che ci fanno reagire d’impulso e ci spingono verso il consumo compulsivo di contenuti.

Non è un caso se molti di noi fanno fatica a stare concentrati su un libro (leggi l’articolo sul Deep Reading), a mantenere il focus per lungo tempo o a ricordare realmente ciò che leggono. Il problema non è il contenuto in sé, ma il modo in cui lo consumiamo.

Il mio esperimento: cosa ho ignorato per capire meglio

  • Primo passo: togliere i social media come fonte informativa

Ho eliminato le app dal telefono. Instagram? Non lo uso più da anni (dopo il mio Digital Detox). Facebook lo tengo solo per condividere i miei articoli in italiano, LinkedIn per quelli in olandese. Il risultato? Più spazio mentale, meno esposizione alla polarizzazione e ai clickbait.

  • Secondo passo: selezionare poche fonti affidabili

Non volevo più subire un bombardamento di informazioni casuali. Ho scelto di seguire poche fonti autorevoli, come Internazionale, che traduce articoli da testate di tutto il mondo. Il criterio era semplice: meno intermediari tra me e il fatto. Ho applicato lo stesso principio che uso per costruire il mio Secondo Cervello (leggi qui di che si tratta): ogni informazione che entra deve valere il tempo che le dedico.

  • Terzo passo: creare un criterio di selezione per la lettura

Mi sono dato delle regole:

    • Un articolo lungo alla settimana, analizzato con attenzione.
    • 3-5 articoli brevi su argomenti di mio interesse.
    • Un libro di non-fiction per approfondire un tema.
    • Un libro di narrativa o letteratura per rilassarmi e affinare il pensiero astratto.

Readwise per evidenziare articoliHo iniziato a usare Readwise e il suo Reader per raccogliere e gestire ciò che leggo. Quando trovo qualcosa di interessante, lo salvo lì, evitando il consumo compulsivo. Poi, nei momenti in cui potrei cadere nel mindless scrolling, apro Readwise e mi concentro su ciò che ho selezionato. Gli estratti più significativi li evidenzio e li mando su Obsidian, dove entrano nel flusso del mio Secondo Cervello.

Cosa succede quando inizi a ignorare meglio

  • Più calma mentale – Eliminare il sovraccarico informativo mi ha restituito la capacità di fermarmi e riflettere.
  • Più focus e concentrazione – Ora riesco a dedicarmi alla lettura senza il bisogno costante di saltare da una cosa all’altra. Ho ripreso a leggere più libri contemporaneamente e a dedicarmi all’ascolto profondo (Deep Listening).
  • Maggiore capacità di selezione e pensiero critico – Leggere articoli e libri con un metodo mi ha reso più consapevole di cosa valga davvero il mio tempo e la mia attenzione. Ho sviluppato un gusto più raffinato: oggi mi accorgo subito se un contenuto è ben scritto, se un pensiero è originale o se è solo una ripetizione di idee già sentite.
  • Non riesco più a consumare contenuti mediocri – Questo è stato l’effetto più inaspettato. Quando il tuo cervello si abitua a ragionamenti più raffinati, i contenuti superficiali diventano noiosi. Mi accorgo subito quando un libro è scritto per un pubblico medio, quando un articolo semplifica troppo, quando un video punta più a trattenere che a informare. Questo ha cambiato radicalmente il modo in cui scelgo cosa leggere e approfondire.

Come scegliere cosa sapere (e cosa ignorare)

“Your experience of being alive consists in nothing other than the sum of everything you pay attention to.”

I social media danno l’illusione di essere gratuiti, ma in realtà richiedono la valuta più preziosa in assoluto: il tuo tempo e la tua attenzione. Ogni contenuto che scorri, ogni post che commenti, ogni video che guardi per “due minuti” e che poi si trasforma in mezz’ora, è un investimento di attenzione che potresti impiegare in modo più consapevole.

  1. Rivaluta il ruolo dei social media: Non sono strumenti di informazione, ma di intrattenimento (o distrazione). Il loro obiettivo non è offrirti contenuti di qualità, ma trattenerti il più a lungo possibile.
  2. Seleziona con attenzione le fonti: Non importa sapere tutto, importa sapere bene ciò che conta. Scegli pochi canali e seguili con costanza.
  3. Stabilisci regole per il consumo di contenuti: Decidi in anticipo cosa leggere e quando farlo. La qualità dell’input determina la qualità dell’output.
  4. Sostituisci lo scrolling con momenti di lettura consapevole: Se pensi di non avere tempo per informarti, controlla quante ore passi al telefono ogni giorno. Potresti avere più tempo di quanto credi.

Conclusione

Siamo circondati da più informazioni di quante ne possiamo gestire. Ma più non significa meglio. Così come scegliamo con cura cosa mangiare per nutrire il corpo, dobbiamo selezionare cosa consumiamo per nutrire la mente. Se l’attenzione è la nostra risorsa più preziosa, imparare a usarla bene è la vera chiave per vivere con più lucidità e consapevolezza.


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